She Moves. Monica Amici.
La protagonista di She Moves del mese di marzo è Monica Amici. Il primo passo nel mondo della logistica a ventun anni, poi numerose esperienze formative e il passaggio attraverso quattro acquisizioni, fino all’approdo nella storica Saima Avandero. Oggi Monica è Branch Manager della filiale DSV di Torino, dove guida una squadra di 30 persone. “Ogni giorno è una nuova sfida” racconta: “ma per fortuna faccio parte di un grande team. E so che, nel momento del bisogno, c’è sempre qualcuno pronto a offrirmi supporto.”

Gli inizi
“Ho iniziato a lavorare nelle spedizioni nel 1991, a ventun anni. La mia formazione è avvenuta all'interno della mia prima azienda, dove ho avuto l'opportunità di ricoprire diversi ruoli, sia operativi che commerciali. Con questa realtà ho vissuto ben quattro acquisizioni aziendali, prima di approdare definitivamente in DSV nel 2016, come key account. Affrontare così tanti cambiamenti in poco tempo è stata una vera sfida: da un lato, ho avuto modo di approfondire ogni aspetto di questo mestiere e confrontarmi con persone che hanno creduto in me, offrendomi sempre supporto e disponibilità. Dall'altro lato, non sono mancati momenti difficili, in cui ho dovuto mettermi in gioco. Ma ho sempre cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno: con determinazione, un po' di grinta e un pizzico di fortuna, sono riuscita a superare le difficoltà.”
Il ruolo in DSV
“Attualmente sono Branch Manager della filiale di Torino e coordino un team di 30 persone che cura le attività logistiche dei nostri clienti. Non ci si annoia mai: ci sono giorni in cui sono più coinvolta negli aspetti commerciali e di sviluppo, dando spazio al mio lato più libero e fantasioso; altri, invece, li dedico ai controlli finance e agli indicatori di performance. Mi impegno a istaurare un rapporto con tutti, prestando attenzione a quello che succede e comunicando con rispetto, trasparenza e chiarezza. Il mio obiettivo è quello di trasmettere serenità al gruppo. Ovviamente non sempre si riesce perché ognuno di noi ha una sensibilità diversa. In questi casi mi affido al mio lato più materno, cercando di comprendere il momento e la situazione.”
La sfida più grande
“Penso a due momenti della mia carriera che sono stati particolarmente impegnativi. Il primo è legato a un’esperienza nella mia azienda precedente, quando mi avevano chiesto di gestire una filiale che stava per chiudere. Eravamo in due: io e un mio collega. Quello è stato un momento in cui ho pensato di mollare, ma alla fine ho deciso di restare e siamo riusciti a mantenere la filiale viva. Il secondo è stato nel periodo del Covid. Le persone avevano bisogno di certezze e le chiedevano a noi. In quei momenti il senso di vuoto e impotenza era tangibile. La chiave, ancora una volta, è stata parlare con franchezza e trasparenza. E in questo, i miei colleghi sono stati eccezionali”.
Essere una donna che lavora nella logistica
“Fortunatamente, nel corso della mia esperienza, ho incontrato davvero pochi uomini che hanno cercato di ostacolarmi. Con questo intendo dire che, pur dedicandomi attenzione sul lavoro, erano comunque convinti che nessuno, tantomeno una donna, potesse prendere decisioni al posto loro. In generale, penso che ci siano tanti ambiti in cui le donne eccellono più degli uomini, e altri in cui sono gli uomini ad avere un vantaggio. Il segreto sta nell’unire e valorizzare le potenzialità di entrambi. Non posso negare che le difficoltà per noi donne siano maggiori rispetto a quelle degli uomini. Ma le cose stanno cambiando, anche grazie agli sforzi che abbiamo compiuto. Oggi, le donne stanno conquistando sempre più spazio, responsabilità e riconoscimenti e ogni giorno diventano più consapevoli e sicure di sé stesse.”
Leadership e impatto sul business
“Non credo agli esseri eccezionali ma credo molto nella volontà e nella convinzione di poter raggiungere traguardi ambiziosi. L’importante è aver ben chiaro l’obiettivo che si vuole ottenere. Puoi influenzare il cambiamento negli altri solo se prima cambi te stessa. E in questo senso, credo di aver ottenuto qualche risultato. Per esempio, con il mio team: ho sempre creduto in loro e sono riuscita a trasmettere la passione che provo nei confronti di questo lavoro. Uno degli aspetti più importanti è stato lo svecchiamento di alcuni processi. Il mondo cambia, noi stiamo cambiando con lui, e abbracciare il cambiamento significa non solo lavorare meglio, ma vivere meglio. Pensiamo alla digitalizzazione. Ormai è parte della nostra vita, e se la accettiamo con il giusto spirito possiamo lavorare bene e fare squadra. Nella nostra filiale tutti hanno accolto questa trasformazione con entusiasmo e oggi è fantastico vedere colleghi di tutte le età confrontarsi, dialogare e capirsi al volo. Negli ultimi anni ho voluto introdurre tanti ragazzi giovani, perché ritengo che la loro preparazione e l’apertura mentale si sposino perfettamente con l’esperienza dei colleghi senior. Credo molto in questa sinergia e i traguardi che abbiamo raggiunto sin qui hanno ampiamente soddisfatto le nostre aspettative.”
Un consiglio alle donne che vogliono lavorare nella logistica
“Il mio consiglio è lavorare sodo, impegnarsi sempre al massimo e non aspettarsi un tornaconto immediato. Bisogna parlare con chiarezza e sincerità, rispettare i punti di vista altrui e rivolgersi sempre con educazione. Soprattutto, non ci si deve mai sentire 'arrivate' né avere paura di chiedere spiegazioni: 'Non ho capito, me lo ripeti?' è una frase che non si deve temere di usare”
Il ricordo più bello
“Sicuramente, la stima e la fiducia che gli altri dimostrano nei miei confronti è ciò che mi riempie più di orgoglio. Ma, se devo citare un momento specifico, penso a quando, da Branch Manager, ho avuto l'opportunità di presentare la mia filiale al nostro gruppo dirigente durante un evento a Roma. Ricordo ancora la frenesia e l’agitazione prima di cominciare a parlare. È stato un riconoscimento morale importantissimo, che mi ha ripagata di tutti gli sforzi e i sacrifici fatti. In quell’occasione mi sono sentita davvero fiera di me stessa, delle persone con cui collaboro e del mio lavoro”.
Work-life balance:
“Sono grata di avere un lavoro che mi piace e che mi permette di dedicarmi alla carriera senza togliere nulla alla vita privata. Per raggiungere questo equilibrio, credo che sia fondamentale saper “respirare il momento”: quando sei in ufficio, concentrati sul lavoro; quando sei fuori, goditi il resto. Il lavoro può offrire grandi soddisfazioni, ma è essenziale sapersi concedere delle pause e dei momenti di svago. Ci vuole sempre il giusto connubio tra performance di vita e performance di lavoro. Per questo è importante fermarci a riflettere su cosa ci fa davvero stare bene. Che sia andare in palestra, fare una passeggiata, guardare una serie TV, prendere un caffè con i genitori o un aperitivo con le amiche. Non è tanto la quantità del tempo che dedichiamo, ma la qualità.”
Uno sguardo al futuro
“Spero semplicemente di continuare a far parte di questo team e confrontarmi con nuove sfide. Sento di dover imparare ancora tanto. Mi piace affrontare i cambiamenti e questa cosa mi rende felice. Il mio augurio personale è di non perdere mai la passione per quello che faccio.”
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